27 ottobre NO MONTI DAY
giovedì 17 gennaio 2013
lunedì 8 ottobre 2012
Assemblea pubblica contro il governo Monti
Verso la manifestazione del 27 ottobre: NO MONTI DAY!
Assemblea pubblica contro il governo Monti
Per costruzione dell’opposizione sociale e politica
Per un’altra politica economica
Per abrogare il “fiscal compact” e il pareggio in Costituzione
Per difendere i nostri diritti sociali e democratici
No al ricatto del debito
La crisi la paghi chi l'ha provocata
Scendiamo in piazza come i popoli di Spagna, Grecia, Portogallo e Francia.
Venerdì 12 ottobre
Comune di Anzio
Sala consiliare di Villa Sarsina
Ore 16,00
Interverrà: Giorgio Cremaschi - portavoce Comitato No Debito
Prc Anzio, Nettuno, Ardea
Coord. No debito Castelli-Litoranea-Valledelsacco
Saluti
Roberto Macrì
Assemblea pubblica contro il governo Monti
Per costruzione dell’opposizione sociale e politica
Per un’altra politica economica
Per abrogare il “fiscal compact” e il pareggio in Costituzione
Per difendere i nostri diritti sociali e democratici
No al ricatto del debito
La crisi la paghi chi l'ha provocata
Scendiamo in piazza come i popoli di Spagna, Grecia, Portogallo e Francia.
Venerdì 12 ottobre
Comune di Anzio
Sala consiliare di Villa Sarsina
Ore 16,00
Interverrà: Giorgio Cremaschi - portavoce Comitato No Debito
Prc Anzio, Nettuno, Ardea
Coord. No debito Castelli-Litoranea-Valledelsacco
Saluti
Roberto Macrì
lunedì 1 ottobre 2012
27 ottobre, in piazza per l’alternativa a Monti
Dopo l’annuncio della ricandidatura di fatto di Mario Monti il
palazzo della politica ha accusato il colpo. In fondo molti nel centro
destra e nel centro sinistra speravano di passare le elezioni facendo
finta di niente, presentando il governo dei tecnici come una breve
parentesi all’interno delle solite alternanze della seconda repubblica.
Ma la realtà è come sempre più forte. Le controriforme sociali sono
tutte passate con voto bipartisan e in più lo stesso schieramento ha già
impegnato le prossime legislatura per almeno vent’anni.
Il pareggio di bilancio vincolato come norma costituzionale, il Fiscal Compact, cioè l’impegno in Europa a continuare per decenni le politiche di austerità e tagli per dimezzare il debito, sono i punti qualificanti della cosiddetta agenda Monti. I principali partiti questa agenda e questi impegni li hanno già votati e non è minimamente credibile che li rimettano in discussione, anche se Bersani e Berlusconi fanno confuse promesse su pensioni e Imu che sanno già di non poter mantenere.
Che poi Monti, Merkel, Wall Street non si fidino di un classe politica completamente screditata è ovvio. Il governo tecnico ha realizzato le misure più aspre del programma di Berlusconi, quelle che il padrone di Mediaset non sarebbe mai riuscito a far passare.
Se il partito di Fiorito avesse imposto agli operai dell’Ilva di andare in pensione a 68 anni, ci sarebbe stata una rivolta travolgente. Monti invece c’è riuscito prendendosi solo tre ore di sciopero da Cgil Cisl Uil. Non a caso all’estero il presidente del consiglio vanta sempre la disponibilità ai sacrifici degli italiani, contrapposta alla mobilitazione permanente della Grecia e della Spagna.
La verità è che elezioni oneste sarebbero quelle ove i partiti che oggi sostengono Monti ai presentassero assieme, guidati o benedetti dal loro attuale capo di governo. Allora le elezioni sarebbero un scelta vera, si creerebbe uno schieramento alternativo alla continuazione delle politiche di austerità e i cittadini potrebbero provare a decidere. Così sono nei fatti andate le ultime elezioni in Grecia.
Ma da noi questo è fantapolitica. Si fanno primarie e schieramenti di centro sinistra contro il finto ritorno in campo di Berlusconi, per fingere di litigare, prendere i voti e poi tornare a governare secondo quell’agenda già scritta e votata.
Il quotidiano La Repubblica giustamente sottolinea che in Italia ci sono tante lotte, ma non una opposizione di massa unificata contro il governo, come invece avviene in Europa negli altri paesi massacrati.
Questo è il vero problema e per cominciare ad affrontarlo il 27 ottobre a Roma ci sarà la prima manifestazione esplicitamente rivolta contro il governo, il NO Monti Day. Per rivendicare una vera alternativa al montismo e per stare con gli europei che lottano, lasciando al suo destino lo stanco e impresentabile teatrino della politica italiana.
Il pareggio di bilancio vincolato come norma costituzionale, il Fiscal Compact, cioè l’impegno in Europa a continuare per decenni le politiche di austerità e tagli per dimezzare il debito, sono i punti qualificanti della cosiddetta agenda Monti. I principali partiti questa agenda e questi impegni li hanno già votati e non è minimamente credibile che li rimettano in discussione, anche se Bersani e Berlusconi fanno confuse promesse su pensioni e Imu che sanno già di non poter mantenere.
Che poi Monti, Merkel, Wall Street non si fidino di un classe politica completamente screditata è ovvio. Il governo tecnico ha realizzato le misure più aspre del programma di Berlusconi, quelle che il padrone di Mediaset non sarebbe mai riuscito a far passare.
Se il partito di Fiorito avesse imposto agli operai dell’Ilva di andare in pensione a 68 anni, ci sarebbe stata una rivolta travolgente. Monti invece c’è riuscito prendendosi solo tre ore di sciopero da Cgil Cisl Uil. Non a caso all’estero il presidente del consiglio vanta sempre la disponibilità ai sacrifici degli italiani, contrapposta alla mobilitazione permanente della Grecia e della Spagna.
La verità è che elezioni oneste sarebbero quelle ove i partiti che oggi sostengono Monti ai presentassero assieme, guidati o benedetti dal loro attuale capo di governo. Allora le elezioni sarebbero un scelta vera, si creerebbe uno schieramento alternativo alla continuazione delle politiche di austerità e i cittadini potrebbero provare a decidere. Così sono nei fatti andate le ultime elezioni in Grecia.
Ma da noi questo è fantapolitica. Si fanno primarie e schieramenti di centro sinistra contro il finto ritorno in campo di Berlusconi, per fingere di litigare, prendere i voti e poi tornare a governare secondo quell’agenda già scritta e votata.
Il quotidiano La Repubblica giustamente sottolinea che in Italia ci sono tante lotte, ma non una opposizione di massa unificata contro il governo, come invece avviene in Europa negli altri paesi massacrati.
Questo è il vero problema e per cominciare ad affrontarlo il 27 ottobre a Roma ci sarà la prima manifestazione esplicitamente rivolta contro il governo, il NO Monti Day. Per rivendicare una vera alternativa al montismo e per stare con gli europei che lottano, lasciando al suo destino lo stanco e impresentabile teatrino della politica italiana.
domenica 30 settembre 2012
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